Il tessuto a costine è uno dei materiali più presenti nell’abbigliamento, anche quando non ce ne accorgiamo: è la costina a chiudere il polsino di una felpa, a rifinire il collo di una t-shirt, a far aderire il girovita di una tuta. Riconoscibile dalle nervature verticali in rilievo, le “coste” che le danno il nome, è al tempo stesso un tessuto da capo e la rifinitura elastica per eccellenza. Manifattura Foderami Cimmino spiega che cos’è il tessuto a costine, quali tipi esistono, come si usa nella confezione e come scegliere la costina giusta per ogni capo d’abbigliamento.

Che cos’è il tessuto a costine
Il tessuto a costine è una maglia caratterizzata dall’alternarsi di colonne in rilievo e colonne arretrate, che genera in superficie le tipiche nervature verticali. È importante chiarire un punto: “costina” non indica una fibra, ma un modo di lavorare la maglia. La stessa costina può essere realizzata in cotone, in cotone ed elastan, in lana o in fibre tecniche, e ogni composizione le dà un carattere diverso nell’uso per l’abbigliamento. La struttura è inoltre reversibile: diritto e rovescio appaiono pressoché identici.
Le caratteristiche del tessuto a costine
La caratteristica distintiva della costina è l’elasticità in larghezza, il cosiddetto effetto fisarmonica: quando il tessuto viene teso, le colonne arretrate si aprono; quando viene rilasciato, tornano in posizione. A riposo, perciò, una costina è più stretta della sua larghezza reale e arriva già “carica”. Applicata a un’apertura del capo, come polsino, collo, girovita, la stringe con dolcezza e vi aderisce.
Tra i tessuti per abbigliamento la qualità di una costina si misura soprattutto sul recupero, cioè sulla capacità di tornare in forma dopo l’allungamento. È il recupero a far durare un capo: una costina che si tende ma non recupera, dopo poche settimane d’uso si allenta e perde la presa. A questo si aggiungono morbidezza e traspirabilità, soprattutto nelle versioni in cotone.

I tipi di tessuto a costine: costina 1×1, 2×2 e interlock
Non tutte le costine sono uguali: a cambiare è il rapporto con cui si alternano le coste, e con esso l’elasticità, la corposità e la resa estetica del tessuto. Per chi confeziona, riconoscere il tipo di costina giusto significa scegliere il materiale più adatto al capo e al punto in cui verrà impiegato, che si tratti di un polsino fino, del girovita di una felpa o di un capo strutturato. Le varianti più diffuse nell’abbigliamento sono tre, ciascuna con un carattere preciso e una destinazione d’uso che vale la pena conoscere prima di tagliare.
Costina 1×1
Con coste minute e ravvicinate, è la più sottile ed elastica. Nell’abbigliamento è la scelta d’elezione per polsini fini, scolli e capi a contatto con la pelle, dall’intimo alle t-shirt.
Costina 2×2
Con coste più larghe e marcate, ha una mano più corposa e un carattere più sportivo. È la costina dei girovita delle felpe, dei bordi delle tute e dei capi active & streetwear.
Tessuto interlock e coste larghe
L’interlock nasce dall’incastro di due costine 1×1: è liscio e identico sui due lati, compatto e stabile, e non tende ad arrotolarsi. Si sceglie per intimo di pregio e capi strutturati. Quando invece le coste sono molto rilevate (coste larghe), la costina diventa elemento estetico del capo, tipico di maglie e cardigan.

Usi del tessuto a costine nell’abbigliamento
Nell’abbigliamento il tessuto a costine gioca su due fronti complementari. È la rifinitura elastica per eccellenza per polsini, colli, fondo maglia e girovita che chiudono il capo e ne definiscono la vestibilità, ma è anche un tessuto da capo a sé stante, capace di vestire t-shirt, intimo e maglieria. È proprio questa doppia natura a renderla così diffusa nei laboratori di confezione: lo stesso materiale che rifinisce un capo può, in un’altra finezza, diventarne il corpo. Vediamo i due impieghi più importanti.
Costina per polsini, colli e girovita
L’impiego più diffuso del tessuto a costine nell’abbigliamento è la rifinitura elastica. Grazie all’effetto fisarmonica e a un buon recupero, la costina stringe quanto basta e mantiene la presa nel tempo: per questo è il materiale d’elezione per chiudere i capi nei punti soggetti a tensione. Nella maggior parte dei casi si lavora con costina coordinata, abbinata per tonalità al jersey del corpo capo, così da garantire continuità cromatica e un risultato pulito. Le applicazioni più comuni sono:
- Polsini: chiudono la manica e impediscono che risalga; la costina 1×1 dà un polsino fine e aderente, la 2×2 un polsino più corposo e sportivo.
- Colli e scolli: rifiniscono l’apertura collo di t-shirt, felpe e maglie, assicurando elasticità nell’indosso e tenuta della forma dopo i lavaggi.
- Girovita (balse) di felpe e tute: fasciano la vita garantendo aderenza e libertà di movimento, senza segnare.
- Fondo maglia: rifinisce l’orlo inferiore di maglie e felpe, mantenendo il capo in posizione.
Costina come tessuto per capi
Oltre che come rifinitura, il tessuto a costine si caratterizza per un secondo impiego: diventare il corpo del capo. Nelle versioni in cotone ed elastan la costina assicura aderenza e comfort, mentre la finezza ne determina la destinazione: coste fini per capi a contatto con la pelle, coste più larghe per la maglieria. I principali utilizzi sono:
- T-shirt strutturate e body: la costina dona aderenza e una mano corposa, ideale per capi che devono modellare la figura.
- Intimo: morbidezza, traspirabilità ed elasticità ne fanno una scelta classica per canottiere e capi a stretto contatto con la pelle.
- Capi casual: top e magline dalla vestibilità avvolgente, che seguono il corpo senza costringere.
- Maglieria e capi active & streetwear: nelle finezze più grosse la costa diventa anche cifra stilistica, protagonista di maglie, cardigan e capi sportivi.

Come scegliere il tessuto a costine giusto
La scelta della costina per un capo d’abbigliamento parte da poche valutazioni.
- La composizione: una costina in puro cotone è morbida e traspirante, ma tende a un lieve rientro al primo lavaggio, mentre l’aggiunta di una piccola percentuale di elastan garantisce il recupero che mantiene la forma nel tempo.
- La finezza, cioè quanto sono fitte le coste: fini per intimo e t-shirt, larghe per i bordi sportivi.
- La grammatura, che racconta corposità e peso del capo. Infine, quando il capo lo richiede, la presenza di una certificazione come OEKO-TEX® STANDARD 100.

Tessuto a costine Cimmino per l’abbigliamento
Il catalogo Cimmino propone tessuti a costine per la confezione di abbigliamento, dal capo casual alla rifinitura coordinata.
Tessuto Costina Ebe Extra
Il Tessuto Costina Ebe Extra è una costina coordinata di alta qualità, elastica e robusta, pensata per le rifiniture dei capi d’abbigliamento.

Progettata per integrarsi alla perfezione con i jersey di cotone, garantisce un fit aderente e duraturo, mentre l’ampia gamma di colori consente di abbinarla con semplicità, per un risultato tecnico e stilistico curato in ogni dettaglio. È la scelta ideale per rifinire maniche e pantaloni con polsini, bordi e girovita in tinta.
Come cucire e applicare la costina
Nelle rifiniture la regola che ogni confezionista conosce è questa: la costina di un polsino o di un girovita si taglia più corta dell’apertura a cui sarà applicata, in genere intorno ai due terzi o tre quarti della circonferenza. È questo a creare la presa morbida. Per gli scolli ci si tiene un po’ più generosi, tra il 75% e il 90% in base all’elasticità del tessuto. Chi preferisce un effetto più piatto, invece, taglia quasi alla pari.
Due accortezze completano il lavoro: orientare il taglio in modo che le coste corrano verticali sul capo e distribuire la tensione con tacche di riscontro lungo le curve, perché lo scollo non tiri in un solo punto. La cucitura va eseguita con punto elastico, overlock o copertura, per non sacrificare l’estensibilità.

Tessuto a costine o jersey: le differenze
Costina, tessuto jersey e interlock appartengono alla stessa famiglia della maglia, ma nell’abbigliamento hanno ruoli distinti, come si nota bene in questa tabella di confronto.
| Tessuto | Caratteristiche | Usi nell’abbigliamento |
| Costina | Coste verticali in rilievo, molto elastica, buon recupero | Polsini, colli, girovita, intimo, casual |
| Jersey | Superficie liscia e leggera, tende ad arrotolare ai bordi | T-shirt e capi del corpo, leggeri e morbidi |
| Interlock | Liscio e uguale sui due lati, compatto e stabile | Intimo di pregio e capi strutturati |

Tessuto a costine all’ingrosso: la fornitura Cimmino
Manifattura Foderami Cimmino seleziona e distribuisce tessuti per l’abbigliamento dal 1750. Sarti, atelier, maglifici e confezionisti trovano nei tessuti a costina presenti sullo shop di tessuti all’ingrosso online referenze affidabili sia come tessuto da capo sia come rifinitura coordinata, con cartelle colore ampie e disponibilità al metro.
FAQ- Domande frequenti sul Tessuto a costine
È una maglia con nervature verticali in rilievo, molto elastica, usata nell’abbigliamento.
Le coste nascono dall’alternarsi di colonne in rilievo e colonne arretrate. Non è una fibra ma un modo di lavorare la maglia: può essere in cotone, in cotone ed elastan, in lana o in fibre tecniche.
La 1×1 ha coste fini ed è più elastica; la 2×2 ha coste larghe ed è più corposa.
La costina 1×1 è ideale per polsini fini e intimo; la costina 2×2, dal carattere sportivo, per i girovita delle felpe e i bordi delle tute.
No: la costina è nervata ed elastica, il jersey è liscio e leggero.
Per questo la costina si usa nelle rifiniture (polsini, colli, girovita), mentre il jersey veste il corpo del capo.
In genere due terzi o tre quarti della circonferenza dell’apertura.
Tagliarla più corta crea l’effetto fisarmonica e la presa morbida. Per gli scolli ci si tiene tra il 75% e il 90%.
Dal recupero: deve tornare in forma, non solo allungarsi.
Basta tenderla e lasciarla andare: se ritorna pronta alla sua sagoma, il capo durerà nel tempo.
Nelle versioni in cotone un lieve rientro al primo lavaggio è normale.
Un primo lavaggio a temperatura moderata lo contiene; le mischie con elastan recuperano bene la forma.


