tessuto velluto

Velluto: cos’è, tipi, composizioni e usi del tessuto

Chi lavora abitualmente il velluto lo riconosce al tatto prima ancora che alla vista, perché la sua superficie è formata da un fitto tappeto di fibre verticali che cattura la luce, cambia tono a seconda dell’angolo di osservazione e restituisce una profondità di colore che i tessuti a superficie liscia non riescono a riprodurre.

Per una sartoria, un atelier o un laboratorio di tappezzeria, però, il velluto è anche un tessuto che impone regole di lavorazione piuttosto rigide, perché va tagliato in un solo verso, non tollera il ferro da stiro appoggiato e si comporta in modo molto diverso a seconda che sia realizzato in cotone, in poliestere o in una composizione elasticizzata. Manifattura Foderami Cimmino, punto di riferimento attivo nel settore tessile dal 1750, analizza il velluto dal punto di vista tecnico, ricostruendone la struttura, le composizioni, le principali tipologie e i criteri con cui scegliere la grammatura giusta per ciascuna destinazione d’uso.

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Cos’è il velluto: definizione e struttura del tessuto

Il velluto è un tessuto a pelo, il che significa che la sua superficie è costituita da fibre tagliate disposte perpendicolarmente al fondo e distribuite in modo fitto e uniforme. A definire un velluto è proprio questa struttura tridimensionale, indipendentemente dalla fibra impiegata o dal colore con cui viene tinto.

La differenza rispetto a un tessuto tradizionale sta tutta nella costruzione. In una tela o in un raso, ordito e trama giacciono sullo stesso piano e la superficie resta bidimensionale, mentre nel velluto entra in gioco un terzo sistema di fili, chiamato ordito di pelo, che emerge dal fondo e viene poi tagliato. Da questo passaggio derivano sia la caratteristica mano vellutata sia il particolare comportamento ottico del tessuto.

Come si produce il velluto: doppia tela e riccio tagliato

Nella tessitura industriale del velluto si ricorre principalmente a due tecniche, che portano a risultati abbastanza simili ma con logiche di lavorazione differenti.

La prima è quella della doppia tela, in cui si lavorano contemporaneamente due tessuti sovrapposti tenuti insieme dall’ordito di pelo. Una lama li separa a metà altezza e da un unico passaggio si ottengono due teli di velluto con pelo perfettamente regolare, ragione per cui questo metodo è oggi il più diffuso nella produzione industriale.

La seconda tecnica è quella del riccio tagliato, che prevede la formazione di anelli sopra la superficie del fondo facendo passare l’ordito di pelo su appositi ferretti. Gli anelli vengono poi recisi per liberare il pelo, e se invece si sceglie di lasciarli integri si ottiene un tessuto a riccio non tagliato, con aspetto e mano completamente diversi.

Discorso a parte meritano i velluti a maglia, ai quali appartengono i velour e i vellutini stretch, costruiti per maglia anziché per tessitura a navetta e dotati per questo di un’elasticità che i velluti tradizionali non possiedono.

Verso del pelo e mano del velluto: perché si taglia in un senso solo

Il pelo del velluto è orientato in una direzione precisa, e questo è il primo dato di cui tenere conto in fase di taglio. Passando la mano in un senso la superficie risulta liscia e riflettente, mentre nel senso opposto oppone resistenza e appare visibilmente più scura e satura.

La conseguenza pratica non ammette eccezioni: tutti i pezzi del cartamodello vanno posizionati nello stesso verso, perché un pannello ruotato di centottanta gradi produrrà sul capo finito una macchia cromatica evidente sotto qualsiasi fonte di luce, anche quando proviene dalla stessa pezza e dalla stessa partita di tintura.

Quale verso adottare dipende dall’effetto che si vuole ottenere, dato che il pelo rivolto verso il basso restituisce una resa più luminosa mentre il pelo rivolto verso l’alto dà un colore più profondo e pieno. In entrambi i casi la scelta va dichiarata all’inizio della produzione e mantenuta identica su tutti i capi della commessa.

composizione del velluto

Composizioni del velluto: cotone, seta, viscosa, poliestere ed elastan

La composizione è il secondo parametro che determina il comportamento del tessuto, perché da essa dipendono mano, lucentezza, resistenza all’usura e reazione ai cicli di manutenzione. Sotto lo stesso nome commerciale possono quindi convivere velluti profondamente diversi tra loro, ed è un aspetto che vale la pena verificare sempre in scheda tecnica prima dell’acquisto.

ComposizioneAspetto e manoComportamentoDestinazione tipica
100% cotonePelo opaco, mano piena e corposaResistente all’usura, tende a schiacciarsi sotto pressione prolungataGiacche, cappotti, pantaloni, capi strutturati
SetaLucentezza intensa, mano fluida e leggeraDelicato, richiede lavaggio professionaleAlta moda, cerimonia, capi da sera
Viscosa e misti viscosaBrillantezza vicina alla seta, caduta morbidaBuona drappeggiabilità, sensibile all’umiditàAbiti, stole, capispalla leggeri
100% poliesterePelo uniforme, brillantezza controllataStabilità dimensionale elevata, resistenza allo sfregamento e alla luceTappezzeria, tendaggio, scenografia, costumeria
Poliestere ed elastanMano morbida con recupero elasticoElasticità bidirezionale, aderenza al corpoDanza, ginnastica ritmica, costumi da spettacolo

Nella pratica professionale il velluto di poliestere è ormai la scelta prevalente nei tessuti per arredamento e nei tessuti per spettacolo, dove contano soprattutto la stabilità dimensionale, la resa cromatica costante nel tempo e la capacità di sopportare cicli di manutenzione ripetuti. Il velluto di cotone continua invece a essere, tra i tessuti per abbigliamento, il riferimento della sartoria classica, sia per l’opacità del pelo sia per la struttura che garantisce ai capi. Le composizioni con elastan, infine, sono nate per rispondere a esigenze di performance e costituiscono oggi una categoria merceologica autonoma.

tipi di velluto

Tipi di velluto: le principali varianti tessili

Le tipologie di velluto si distinguono in base alla lunghezza del pelo, alla lavorazione della superficie e alla struttura del fondo, e conoscerle serve soprattutto a evitare di ordinare un articolo pensato per una destinazione d’uso diversa da quella prevista.

Tipo di vellutoCaratteristica distintivaUso prevalente
Velluto unito (liscio)Pelo raso e uniforme su tutta la superficieAbbigliamento, tappezzeria, tendaggio
Velluto a costePelo organizzato in righe verticali in rilievo, di larghezza variabilePantaloni, giacche, capi casual e workwear
Velluto pannéPelo schiacciato in una sola direzione, effetto molto lucidoCostumeria, scenografia, allestimenti, capi da sera
Velluto martellato (crushed)Pelo schiacciato in direzioni irregolari, riflessi cangiantiAbiti da sera, tendaggio decorativo
Velluto devoréLavorazione chimica che elimina selettivamente una fibra, creando motivi su fondo trasparenteStole, abiti, camicie, capi ricercati
Velluto operato o jacquardMotivi ottenuti in tessitura per alternanza di zone a pelo e zone di fondoTappezzeria classica, tendaggio, arredo di pregio
Velluto elasticizzato (vellutino stretch)Elastan in composizione, elasticità bidirezionaleDanza, ginnastica, costumi aderenti
Velluto glitter e paillettesSuperficie arricchita da elementi riflettentiSpettacolo, carnevale, costumi da scena
VelourVelluto a maglia, pelo corto, elasticità strutturaleArredamento morbido, abbigliamento comfort

Differenza tra velluto, velour e ciniglia

Sono tre tessuti che al tatto possono sembrare parenti stretti, ma che nascono da costruzioni tessili molto diverse, e distinguerli evita errori di acquisto piuttosto costosi.

Il velluto vero e proprio è tessuto a navetta con ordito di pelo tagliato, ha un fondo compatto e un pelo rigorosamente verticale, e non possiede alcuna elasticità propria a meno che non venga aggiunto elastan in composizione.

Il velour, invece, è costruito a maglia, ha il pelo più corto e ricava la propria elasticità dalla struttura stessa del tessuto anziché da fibre elastomeriche. Proprio per questo si adatta alle superfici curve senza formare pieghe, ed è la ragione per cui i tappezzieri lo apprezzano nel rivestimento degli imbottiti.

La ciniglia, infine, non rientra affatto nella famiglia dei velluti, perché nasce da un filato particolare in cui le fibre sporgono radialmente lungo tutta la lunghezza del filo. L’effetto tattile finale è simile, ma la superficie risulta meno regolare e priva di un verso marcato, il che semplifica notevolmente le operazioni di taglio.

rotolo di tessuto velluto

Grammatura del velluto: come scegliere il peso corretto

La grammatura del tessuto, espressa in grammi per metro quadro, resta il parametro più affidabile per capire se un velluto è adatto alla destinazione d’uso che si ha in mente, molto più di quanto lo siano le descrizioni commerciali.

Fascia di grammaturaComportamentoDestinazione
190-230 g/mqLeggero, ottima caduta, mano fluidaCostumeria leggera, drappeggi, capi non strutturati
250-290 g/mqCorpo medio, buon equilibrio fra tenuta e morbidezzaAbbigliamento, danza, capi da cerimonia
300-340 g/mqCorposo, stabile, resistente allo sfregamentoTendaggio, tappezzeria, rivestimenti
Oltre 350 g/mqMolto strutturato, cadute pesantiTappezzeria intensiva, sipari, allestimenti scenici
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Usi del velluto nell’abbigliamento, nella cerimonia e nella danza

Nella sartoria maschile e femminile il velluto di cotone rimane la scelta di riferimento per il capospalla, perché la mano piena garantisce struttura a giacche, cappotti e pantaloni, e l’opacità del pelo evita quell’effetto lucido che nel formale risulta quasi sempre indesiderato.

Nell’abbigliamento da cerimonia il velluto si comporta come un tessuto dichiaratamente stagionale, concentrato nei mesi freddi, perché la sua massa e la ridotta traspirabilità lo rendono poco adatto agli eventi estivi, per i quali si preferiscono lo chiffon, l’organza e la georgette.

Nell’ambito dei tessuti per la danza e nella ginnastica ritmica dominano invece i vellutini elasticizzati, in cui la presenza di elastan garantisce un recupero elastico che accompagna il movimento senza deformare il capo, mentre il pelo corto mantiene una resa scenica pulita anche sotto i riflettori.

Tra i tessuti per costumi teatrali, infine, il velluto svolge una funzione narrativa precisa, perché il pelo assorbe la luce anziché rifletterla e produce quella profondità di campo e quei giochi d’ombra che i tessuti lisci non riescono a restituire.

arredamento in velluto

Velluto per arredamento: tende, tappezzeria e complementi

Nell’arredo il velluto viene scelto tanto per ragioni tecniche quanto per ragioni estetiche, e i due aspetti tendono a rinforzarsi a vicenda.

Nei tessuti per tendaggi la densità del pelo garantisce un potere oscurante superiore a quello dei tessuti lisci di pari grammatura, con benefici secondari sull’isolamento termico e sull’assorbimento acustico dell’ambiente, che negli spazi HO.RE.CA e nel contract si traducono in un comfort percepito facilmente misurabile.

Come tessuti per tappezzeria i velluti in poliestere ad alta grammatura garantiscono resistenza allo sfregamento e stabilità cromatica nel tempo, mentre sul piano estetico i velluti declinati in tessuto jacquard si prestano bene agli arredi classici e vintage e gli uniti si integrano con maggiore facilità nei progetti contemporanei.

cucire velluto

Come cucire il velluto: accorgimenti tecnici per sartorie e atelier

Per cucire bene il tessuto è necessario tenere a mente una serie di accortezze che permettono di tirare fuori il meglio da questo versatile tessuto.

•  Verso unico su tutti i pezzi. Conviene marcare la direzione sul rovescio prima di stendere il cartamodello e verificarla su ogni pannello prima del taglio.

•  Stesura su singolo strato. Il pelo fa scivolare i teli sovrapposti, e il taglio a doppio strato finisce per produrre imprecisioni sistematiche.

•  Spilli nel margine di cucitura. Sul velluto gli spilli lasciano segni permanenti, quindi vanno confinati nell’eccedenza e mai infilati nel corpo del capo.

•  Ago sottile e punto lungo. Un punto troppo fitto schiaccia il pelo lungo la cucitura e la rende visibile a lavoro finito.

•  Cuciture nel verso del pelo. Cucire contropelo genera arricciature e scorrimenti fra gli strati sovrapposti.

•  Rifinitura immediata dei bordi. Il fondo del velluto sfila con facilità, soprattutto nelle costruzioni a doppia tela.

pulire velluto

Come lavare e mantenere il velluto

Il velluto non va stirato con il ferro appoggiato, perché il calore diretto e la pressione della piastra schiacciano il pelo in modo irreversibile. Per eliminare le pieghe si lavora a vapore dal rovescio senza mai portare la piastra a contatto con il tessuto, oppure con una vaporiera verticale tenendo il capo appeso.

Le indicazioni di lavaggio cambiano sensibilmente con la composizione, dato che i velluti in poliestere tollerano cicli domestici delicati, quelli in cotone richiedono attenzione al restringimento e quelli in seta e viscosa vanno affidati al lavaggio professionale. In ogni caso l’etichetta del produttore prevale su qualsiasi indicazione di carattere generale.

Per la conservazione è preferibile appendere il velluto anziché piegarlo, perché le pieghe di stoccaggio prolungate lasciano segni difficili da recuperare. Sui capi che restano a magazzino per lunghi periodi è buona norma prevedere una spazzolatura periodica nel verso del pelo con una spazzola a setole morbide.

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Tessuti in velluto all’ingrosso: la gamma Cimmino per sartoria, spettacolo e arredamento

Dopo aver visto come è costruito il velluto e quali parametri ne determinano il comportamento, resta da capire quali articoli servono davvero a ciascun tipo di lavorazione, perché un velluto pensato per il tendaggio e uno pensato per un costume da danza hanno poco in comune al di là del nome. La gamma di velluti all’ingrosso di Manifattura Foderami Cimmino si articola proprio lungo questa distinzione, con una selezione di tessuti in velluto destinati all’abbigliamento e allo spettacolo e una destinata al tendaggio e alla tappezzeria, disponibili in rotolo e al metro per sartorie, atelier, costumisti, tappezzieri e rivenditori.


Tessuto Velluto Arredamento

Il Tessuto Velluto Arredamento è un velluto in tinta unita dai colori eleganti, pensato in modo specifico per l’uso arredo, dove la sua versatilità gli permette di passare senza difficoltà dal tendaggio alla tappezzeria fino ai progetti decorativi più liberi.

Tessuto Velluto Arredamento

La composizione in 100% poliestere garantisce stabilità dimensionale e tenuta del colore nel tempo, mentre i 300 g/mq lo collocano in quella fascia di peso che regge bene sia la caduta verticale di una tenda sia la sollecitazione da sfregamento di un rivestimento. L’altezza è di 140 cm e il tessuto è richiesto nelle forniture per il contract e per gli ambienti a uso collettivo.


Velluto Paillettes Electra

Velluto Paillettes Electra

Il Velluto Paillettes Electra parte da una base di velluto raffinata e la arricchisce con paillettes circolari applicate in modo da catturare la luce e restituire un effetto scintillante, che rende il tessuto una scelta naturale per gli abiti da cerimonia e per tutti i contesti in cui il capo deve reggere l’esposizione diretta a fonti luminose.

La texture resta morbida e fluida nonostante l’applicazione, il che consente di lavorarlo tanto su linee classiche quanto su tagli più contemporanei, mentre la gamma cromatica ampia e su più toni lascia margine di personalizzazione. La composizione è 100% poliestere con certificazione OEKO-TEX® Standard 100 e un’altezza di 145 cm. Da tenere presente il peso, che con 515,52 g/mq lo colloca ben oltre la fascia dei velluti da abbigliamento: è un tessuto strutturato, che va valutato in fase di modellistica per la caduta e per il carico che impone alle cuciture.


Velluto Bistretch Flexour

Il Velluto Bistretch Flexour è un velluto elasticizzato su entrambi i sensi, caratteristica che lo rende adatto a tutti i capi in cui il tessuto deve accompagnare il corpo senza opporre resistenza al movimento.

Velluto Bistretch Flexour

La superficie morbida e leggermente lucente ne amplia il campo di impiego oltre il perimetro tecnico della danza e dello spettacolo, dove serve per body, leggings e costumi scenici, arrivando ai capi sportivi e a gonne, top e dettagli fashion che richiedono comfort e resa visiva insieme. La composizione è 87% poliestere e 13% elastan, con una percentuale di elastan tra le più alte della gamma velluti Cimmino, mentre i 307 g/mq assicurano una copertura piena anche in tensione, aspetto da non trascurare nei capi molto aderenti. L’altezza è di 150 cm.


Tessuto Velluto Petronilla

Tessuto Velluto Petronilla

Il Tessuto Velluto Petronilla è un velluto in tinta unita dalle tonalità calde e dalla mano morbida, che nell’arredo lavora bene su tutta la gamma dei complementi: tende, cuscini, rivestimenti e imbottiture, dove restituisce un effetto raffinato senza irrigidire l’ambiente.

La composizione in 100% poliestere garantisce resistenza all’uso quotidiano e stabilità del colore, mentre i 280 g/mq lo collocano nella fascia medio-alta, più morbida rispetto ai velluti da tappezzeria intensiva e per questo indicata soprattutto per la cuscineria e per i rivestimenti di complementi. L’altezza è di 140 cm e l’articolo è certificato OEKO-TEX® Standard 100.


Tessuto Velluto Jacquard Baia

Il Tessuto Velluto Jacquard Baia appartiene alla famiglia dei velluti operati, quelli in cui il motivo non è stampato ma nasce direttamente in tessitura per alternanza di zone a pelo e zone di fondo.

Tessuto Velluto Jacquard Baia

Il risultato sono disegni in rilievo che giocano con la luce e restituiscono profondità alla superficie, caratteristica che lo rende una scelta ricorrente negli arredi classici e negli ambienti in cui la tenda o il rivestimento devono avere una presenza decorativa autonoma. La composizione è 100% poliestere e la grammatura di 269 g/mq lo rende maneggevole nel tendaggio, dove il peso contenuto favorisce una caduta ordinata senza rinunciare al corpo.


Tessuto Velluto Trap. Lucrezia

Tessuto Velluto Trap. Lucrezia

Il Tessuto Velluto Trap. Lucrezia si distingue dagli altri velluti da arredo perché è un velluto trapuntato, cioè un tessuto già accoppiato a un supporto imbottito e impunturato, che arriva in laboratorio pronto senza richiedere la fase di accoppiatura.

La superficie mantiene la morbidezza setosa e l’aspetto lucido tipici del velluto, mentre la trapuntatura aggiunge spessore e struttura, rendendolo adatto a copriletti, trapunte, testiere e rivestimenti in cui serve un effetto imbottito uniforme. La composizione è 100% poliestere in tinta unita non elasticizzata, con altezza 140 cm e un peso di 330 g/mq che comprende anche l’imbottitura. L’articolo è certificato OEKO-TEX® Standard 100.


Vellutino Kenya

Il Vellutino Kenya è un velluto leggero in poliestere, pensato per l’abbigliamento casual e per tutti i capi che non richiedono la struttura di un velluto sartoriale.

Vellutino Kenya

I 225 g/mq lo collocano nella fascia più leggera della gamma, quella in cui il tessuto conserva una buona caduta e resta piacevole da indossare senza appesantire, caratteristica che lo rende utilizzabile con continuità anche nelle mezze stagioni. La mano è morbida, la composizione 100% poliestere e l’altezza di 150 cm.


Tessuto Red Velvet

Tessuto Red Velvet

Il Tessuto Red Velvet è un velluto dalla peluria fitta e uniforme sul dritto, che restituisce una lucentezza controllata e una resa cromatica particolarmente satura.

Il colore, un rosso profondo e brillante, ne fa un articolo di riferimento per gli allestimenti natalizi e per le decorazioni stagionali, ma la sua destinazione non si esaurisce lì: i 300 g/mq e la buona caduta lo rendono impiegabile anche per tende, cuscini e rivestimenti d’arredo, così come per abiti eleganti, costumi teatrali e allestimenti scenografici, dove il rosso profondo lavora bene sotto le luci di scena. La composizione è 100% poliestere, quindi resistente e semplice da mantenere, con altezza 145 cm.


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Dove acquistare velluto all’ingrosso in Italia

CimminoShop rifornisce sartorie, atelier, costumisti, tappezzieri e rivenditori in tutta Italia con una gamma completa di velluti, che comprende i velluti di cotone per la sartoria, i vellutini elasticizzati per la danza e lo spettacolo e i velluti jacquard e uniti per il tendaggio e la tappezzeria, con diversi articoli certificati OEKO-TEX® Standard 100. Scopri la gamma di velluti disponibili sul catalogo online!


FAQ – Domande frequenti sul Velluto

Che cos’è esattamente il velluto?

Il velluto è un tessuto a pelo, nel quale un terzo sistema di fili emerge dal fondo e viene tagliato, dando origine a una superficie tridimensionale di fibre verticali. A definirlo è la struttura e non la composizione.

Il velluto è un tessuto naturale o sintetico?

Può essere l’uno o l’altro, perché il velluto è una costruzione tessile e non una fibra. Esiste in cotone, seta, viscosa, poliestere e in misti con elastan, e la scelta della composizione incide su mano, lucentezza e comportamento in manutenzione molto più del nome commerciale.

Qual è la differenza tra velluto e velour?

Il velluto è tessuto a navetta e non possiede elasticità propria, mentre il velour è costruito a maglia, ha il pelo più corto ed è naturalmente elastico. Il velour si adatta meglio alle superfici curve, il velluto garantisce maggiore struttura al capo.

Perché il velluto sembra cambiare colore?

Perché il pelo è orientato in una direzione precisa. Osservato nel verso in cui si corica appare chiaro e luminoso, mentre nel verso opposto risulta più scuro e saturo, ed è per questo che tutti i pezzi di un capo vanno tagliati nello stesso senso.

Che grammatura serve per il velluto da tappezzeria?

Per tappezzeria e tendaggio si lavora generalmente dai 270 g/mq in su, scegliendo il peso in base alla sollecitazione prevista. I pesi più contenuti restano preferibili nel tendaggio, dove favoriscono una caduta ordinata, mentre per i rivestimenti soggetti a sfregamento continuo conviene salire di fascia.

Che differenza c’è tra un velluto unito e un velluto jacquard?

Nel velluto unito il pelo copre l’intera superficie in modo omogeneo, mentre nel jacquard il motivo nasce direttamente in tessitura per alternanza di zone a pelo e zone di fondo, creando disegni in rilievo. Il primo si integra più facilmente nei progetti contemporanei, il secondo ha una presenza decorativa autonoma.

Il velluto si può stirare?

Non con il ferro appoggiato, perché il calore diretto e la pressione schiacciano il pelo in modo permanente. Si procede a vapore, dal rovescio, evitando qualsiasi contatto tra piastra e tessuto.

Il velluto va bene per esterni?

No, il velluto è un tessuto pensato per gli interni e non è formulato per resistere all’irraggiamento UV e all’umidità. Per gli allestimenti esterni occorrono tessuti tecnici specifici.

Quale velluto scegliere per i costumi da danza?

Serve un velluto elasticizzato su entrambi i sensi, con elastan in composizione, che accompagni il movimento e recuperi la forma. Va verificato anche che la grammatura garantisca una copertura piena quando il tessuto lavora in tensione, perché i pesi troppo bassi tendono a trasparire sui capi molto aderenti.

Esiste un velluto leggero per l’abbigliamento di tutti i giorni?

Sì, i velluti sotto i 250 g/mq conservano una buona caduta senza appesantire il capo e si prestano ai capi casual, comprese le mezze stagioni. Salendo di grammatura si guadagna struttura, ma il tessuto diventa progressivamente più stagionale.

Il velluto sfila quando si taglia?

Sì, il fondo tende a sfilacciarsi, in particolare nelle costruzioni a doppia tela, quindi i bordi vanno rifiniti subito dopo il taglio.

Che cosa significa la certificazione OEKO-TEX® Standard 100 su un velluto?

Significa che il tessuto è stato testato per la presenza di sostanze nocive secondo un protocollo indipendente. È un requisito spesso richiesto nelle forniture per il contract e per gli ambienti a uso collettivo, e va verificato in scheda tecnica articolo per articolo, perché non è automatico su tutta una gamma.

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